martedì 13 agosto 2013

Frabosa Sottana ha festeggiato il CAI nel 150° anniversario di fondazione sabato 10 agosto


Il resoconto delle celebrazioni organizzate dalla Sezione piemontese del CAI per i 150 anni di fondazione del Club alpino italiano

 
Sabato 10 agosto vi è stato a Frabosa Sottana in Val Maudagna, a soli 15 Km da Mondovì, un altro importante incontro per festeggiare i 150 anni del CAI.
L’evento è stato magistralmente organizzato da Gianni Dulbecco e Lodovico Marchisio con la collaborazione del Comune di Frabosa Sottana e dell’albergo Italia della famiglia Viglietti e con il contributo della Fondazione del Credito Cooperativo di Pianfei e Rocca De’ Baldi.
Già il giorno prima, per l’importanza dell’evento, Roberta Cucchiaro del CAI UGET Torino con Lodovico Marchisio, presidente della sottosezione GEB del CAI sezione di Torino, hanno salito per allenarsi la via classica e alcuni “monotiri” della Parete Beppino Avagnina sita dopo l’abitato di Miroglio, a destra della strada (sinistra idrografica) che conduce a Prato Nevoso da una parte e all’Artesina dall’altra perché Roberta doveva prepararsi il giorno dopo a compiere con Walter la prima ripetizione della via dedicata ai 150 anni CAI.
Ma procediamo con ordine.
Alle ore 9 di sabato 10 agosto vi è stato il saluto del Sindaco di Frabosa Sottana Gianni Comino e degli enti d’accoglienza, nella sala conferenze del Ristorante Albergo Italia. In rappresentanza del Club Alpino Italiano è seguito un saluto particolare di Oscar Casanova, rappresentante di prestigio della Commissione Centrale del CAI TAM per l’area del Nord Ovest che ha colto aspetti importantissimi che sono inscindibili tra l’amore per la montagna e il rispetto che si deve portare al suo territorio per preservarlo anche alle future generazioni.
 
L'intervento del Sindaco di Frabosa Sottana Giovanni Comino


Il saluto di Oscar Casanova rappresentante della
Commissione Centrale del CAI TAM
 
 
 
Ha fatto gli onori di casa con un breve intervento Gianni Dulbecco, anima e guida instancabile dell’intera giornata insieme a Lodovico Marchisio che ha poi invitato i convenuti a trasferirsi a Miroglio dove parte il Sentiero Francesco Musso.
Il giorno dell’inaugurazione vi è stata la prima ripetizione della nuova via di roccia sulla parete ovest della Rocca Davì per i 150 anni del CAI che quest’evento festeggia. Walter Marchisio del CAI Sezione di Torino sottosezione GEB e Roberta Cucchiaro del CAI UGET di Torino hanno infatti ripetuto la via nuova valutata “D+” aperta il 6 luglio 2013 da Walter e dal padre Lodovico, dedicata alla memoria di Francesco Musso e intitolata “150 anni CAI”, che è stata ufficialmente inaugurata davanti agli occhi degli astanti, con il taglio del nastro da parte del sindaco di Frabosa Sottana Giovani Comino insieme alla bimba Agnese Anghilante.


La piccola Agnese taglia il nastro dell'inaugurazione
della nuova via ovest su Rocca Davì intitolata 150 anni
CAI  assieme a Lodovico  Marchisio a sinistra  ed al
Sindaco di Frabosa Sottana Giovanni Comino
 

Walter Marchisio e Roberta Cucchiaro si apprestano a
scalare la parete ovest di Rocca Davì dopo l'inaugurazione
 ufficiale con il taglio del nastro


Walter Marchisio sulla vetta di Rocca Davì

 

Dopodiché tale via è stata ripetuta per la sua ufficializzazione dai su citati alpinisti Walter e Roberta, mentre Lodovico non si è unito alla cordata per poter accompagnare in vetta gli intervenuti ed incontrare sulla cima i due bravi scalatori. Sono saliti infatti in cordata con lui dalla via normale (II grado esposto) a fasi alterne: Laura Casanova, Corrado Martinelli, Roberto Cirio, Paola Tirone e Daniela Bertoglio mentre il folto del gruppo attendeva accanto alla targa Musso.
Il Comune con la protezione civile ha attrezzato per l’occasione con corde fisse anche il sentiero che scende sul lato opposto ove Il gruppo ha poi proseguito a piedi dopo l’esibizione dirigendosi direttamente all’Albergo Italia di Frabosa Sottana ove  è stato servito un “primo” con frutta e dolce. 
 
Nel primo pomeriggio vi è stata la presentazione del libro “Minimal” con un dialogo tra Lodovico Marchisio (scrittore e giornalista) e l’autore Mauro Carlesso, del CAI di Gallarate, abitante sul Lago Maggiore in una splendida località a misura d’uomo di nome Calogna di Lesa. Quest’autore ha subito entusiasmato il pubblico per la sua dialettica e la capacità di trasportare il pubblico nella vicenda, citando altri autori con i quali si è identificato. A rendere ancora più incisiva tale presentazione la moglie del sindaco Milena Basso si è offerta di leggere alcuni brani tratti dal libro, ove in maniera veramente subliminale, vien fuori la personalità dell’autore, sottolineata anche dal suo interlocutore.  

Lo scrittore Mauro Carlesso a destra, assieme a Lodovico
 Marchisio  durante la  presentazione del suo  libro  di
brevi racconti MINIMAL edizioni Neos
 

 
È seguita la conferenza su Giuseppe Verdi con proiezioni e ascolti a cura di Francis Buffille, presidente dell’AASAA (Autori Associati della Savoia e dell'Arco Alpino) con la collaborazione del segretario Pierre Allio. Per un’ora e mezza il pubblico è rimasto incollato alla sedia tanto è stato coinvolgente l’esposizione di Francis Buffille che ha saputo riepilogare la vita di Giuseppe Verdi in una maniera non solo completa ed esaustiva, ma anche con dettagli sconosciuti ai più.
Gli spettatori hanno apprezzato il fatto che con grande capacità, l’oratore ha saputo con le immagini di supporto visivo far ascoltare anche alcuni brani musicali vocalizzati dai più grandi cantanti di lirica esistenti o tratti dalle prime ove tali opere sono state eseguite. Alla fine della conferenza vi è stato un vero tripudio di applausi e ovazioni.

 
Lo  scrittore francese Francis Buffile a destra, assieme
a Pierre  Allio, rispettivamente Presidente e Segretario
dell'AASAA Auteurs Associes de la Savoie et de l'Arc
Alpin durante la conferenza sulla vita e le opere di
Giuseppe Verdi con proiezioni e ascolti
 

Lo scrittore Francis Buffile riceve da Gianni Dulbecco la
 pergamena a ricordo della manifestazione celebrativa dei
150 anni del CAI


Lo scrittore francese Pierre Allio segretario dell'AASAA
 ed autore della presentazione della conferenza su
Giuseppe Verdi assieme a Francis Buffille, riceve la
pergamena ricordo da Gianni Dulbecco


Prima della cena l’instancabile e onnipresente Gianni Dulbecco ha consegnato a tutti un attestato di presenza, anche se sarebbe stato lui il primo a dover essere premiato per il suo inesauribile lavoro. Una cena di gala con prodotti tipici piemontesi con i bravi cuochi del ristorante Italia, ha posto la parola “fine” ad una giornata densa di eventi e difficile da dimenticare.
           Adriana Bergagna

 
Roberta Cucchiaro, alpinista ha inaugurato la parete
ovest su Rocca Davì assieme a Walter Marchisio,
 riceve la pergamena ricordo da Gianni Dulbecco
organizzatore dell'evento

La Signora Anna Viglietti dell'Albergo Italia riceve la
pergamena ricordo per aver fattivamente contribuito
alla riuscita di questa giornata
Oscar Casanova, prestigioso rappresentante di prestigio
della Commissione Centrale CAI TAM riceve la pergamena
ricordo della manifestazione da Gianni Dulbecco

Massimo Viglietti riceve la pergamena ricordo della
manifestazione per aver contribuito assieme a Walter
Lodovico Marchisio alla riscoperta di Rocca Davì
 


martedì 9 luglio 2013

Miroglio - Aperta il 6 luglio 2013 da Walter e Lodovico Marchisio la Via dei 150 anni CAI sulla parete ovest di Rocca Davì. Anche il CAI nazionale dedica ampio spazio all'evento sulla rivista on-line Lo Scarpone




Via dei 150 anni CAI In memoria di Francesco Musso
Parete Ovest - Sviluppo 75 m - Difficoltà V+ poi III/IV

Aperta il 6 luglio 2013 da Walter Marchisio e Lodovico Marchisio
(CAI Sez. Torino Sottosezione GEB)

Sarà inaugurata il 10 Agosto 2013 (Via di Falesia su Torre Monolitica)

 

Località: Frabosa Sottana (Miroglio) Val Maudagna
Nome cima: Rocca Davì
Quota:  832 m
Gruppo montuoso: Alpi Occidentali e nella fattispecie Alpi Liguri
Punto di partenza: Miroglio  (762 m)
Dislivello: 60 m (compreso l’avvicinamento) – Sviluppo della via più di 75 m
Ore: 2 h
Difficoltà: D+
Periodo: Tutto l’anno vista la bassa quota, esclusi soltanto i periodi di nevicate eccezionali

Accesso: Autostrada Torino, Savona, uscita a Mondovì, proseguimento per Villanova, deviare quindi a sinistra ove vi è il cartello per Frabosa Soprana, Stazioni sciistiche. La frazione che fa da spartiacque è Frabosa Sottana. Da qui si prosegue a destra in direzione di Artesina e Prato Nevoso. Attraversare su un ponte che s’incontra prima del paese di Miroglio il torrente (strada che valica il Maudagna e si dirige al Camposanto della frazione in oggetto), parcheggiando subito oltre il ponte (destra idrografica), in concomitanza del primo cartello ambivalente che indica il sentiero Francesco Musso.

Avvicinamento: Dal parcheggio si segue il sentiero dell’acquedotto fino ad una prima chiusa. Transitare a destra sino a portarsi sull’acquedotto vero e proprio. Percorrerlo per circa 1 km. Caratteristico è un primo rientro con mancorrente. Dopo altri 500 metri s’incontra la galleria di cui l’ENEL ha la manutenzione che resta chiusa al pubblico. Si attacca la via sulla sinistra (verso di salita) di fronte alla galleria.

Via dei 150 anni CAI (Parete Ovest) – In memoria di Francesco Musso (Walter Marchisio - Lodovico Marchisio). L’attacco è presso un albero accanto al sentiero dell’acquedotto (a sinistra – lato di arrivo da Miroglio). La fiancata Ovest avrebbe inizio 15 m sotto, non scalabile causa vegetazione incolta che ricopre il costone roccioso. Si attacca la placca iniziale (10 m) 1 chiodo* (V+), se ci si appoggia alla pianta (da evitare) il passo si riduce a un IV. Superato il primo ostacolo seguire una cengia con andamento da destra verso sinistra (II) che conduce in prossimità di un diedro (1 chiodo). Salire su una piccola cengia (4 m – IV). Traversare a destra (IV-) per 3 m (1 chiodo) su un secondo terrazzino. Si risalgono quindi per l’appigliata ma verticale parete (1 chiodo - III) i restanti 30 m sino in cima. Raggiunto il pianoro sommitale, ove ci si ricongiunge alla via normale, portarsi alla base del torrione sommitale (libro di vetta) ove con 8 metri (esposti) di facile scalata (II) si sale sul punto culminante della Cima Nord (corona di alloro e nome della guglia salita) che si affaccia a monte sul breve salto della paretina Nord che la divide dal sentiero Musso (valico sopra la galleria).

Discesa: Dal punto culminante scendere per lo stesso itinerario al pianoro ove esce ora la nuova via di scalata (unica di questo settore), assicurando con la corda i più inesperti che volessero invece accedere alla vetta per la via normale dal sentiero F. Musso che si raggiunge scavalcando alcune roccette (I) per scendere poi facilmente all’intaglio ove vi è la targa in ricordo di Francesco Musso. Da qui scendere a sinistra (lato di discesa) per un ripido bosco servito da gradini in legno fino a tornare alla base della via salita (all’imbocco della galleria dell’ENEL) da cui poi si fa ritorno al parcheggio per lo stesso itinerario d’accesso. Dalla vetta: ore 1.

Materiale usato: 6 chiodi compresi i 2 della sosta per la calata in corda doppia uniti ad un cordino con un “Maillon Rapide”. Un altro chiodo con “Maillon Rapide” per la calata è stato lasciato in vetta al Monolito centrale salito anch’esso (si presume) per la prima volta in quanto manca ogni tipo di documentazione di salita dei primi salitori.

Altre Notizie: La corda doppia all’uscita della nuova via, di circa 40 m attrezzata dal pianoro è un po’ delicata perché non è possibile lanciare la corda e farla scendere sino alla base (troppi spuntoni e piante di alto fusto con i rami che sporgono sulla parte bassa della parete). Dal pianoro sotto la cuspide finale il 6 luglio è stato anche salito da Walter e Lodovico Marchisio il monolito centrale che si raggiunge con una breve discesa verso il versante Nord-Est sino al punto di cresta che lo divide dalla sommità. Da qui con un breve ed esposto traverso (III delicato in quanto la base del monolito è 30 m più in basso), si raggiunge la spalla Sud, da cui per un’esposta ma facile ed appigliata cresta (II) si raggiunge l’area cuspide. Discesa per la stessa via o con breve calata (chiodo e Maillon Rapide”) lasciati per l’occorrenza. Sulla “Guida ai Monti d’Italia - Alpi Liguri” di E. Montagna e L. Montaldo anno 1981 edita da TCI/CAI, a cui L. Marchisio aveva collaborato, era stata allora segnalata l’esistenza di altre due vie: la prima sulla parete Sud (quella rivolta alla strada), chiamata “Via delle Placche” con circa 90 m di sviluppo  (III – IV con un tratto A1) vecchia valutazione. Detta via non è mai stata liberata in arrampicata libera. Più a destra vi è una variante di questa stessa via che risale un secondo diedro-fessura con 20 m di A1 – A2 (valutazione degli anni 80). Sul versante Nord-Est si snoda la seconda via vera e propria chiamata “Via dello spigolo Nord-Est” che segue tale spigolo girando poi a sinistra sul versante Est (IV – III) 85 m di sviluppo. Tali vie non sono ancora state ancora riattrezzate. Invece per la festa del 10 agosto è stata riattrezzata con chiodi normali e sosta per la calata obbligata di 25 m con cordino e “Maillon Rapide” la via normale (parete Est) da Massimo Viglietti, Walter e Lodovico Marchisio, che conduce in vetta alla Cima Sud. Detta via la si raggiunge dopo aver divallato per il sentiero Musso ed essere scesi dalla parte opposta della galleria dell’Enel, con un traverso su cenge erbose che conducono all’evidente diedro alto 25 m con passaggi di II e III massimo. Per finire le due cime più orientali (Cima Sud, ove esistevano le vecchie vie e Cima Nord con la via ora aperta sulla sua parete Ovest e la sua via normalissima sul versante Nord, unica quasi escursionistica del settore, per accedere ad una cima del contrafforte roccioso di Rocca Davì) sono unite da una serie di tre spettacolari monoliti sporgenti sul vuoto. Sarebbe spettacolare (visto che le vecchie vie sono ancora in disuso) concepire l’idea di una “Via Ferrata” che partirebbe dal punto più basso della parete Sud (lato accanto alla strada, dopo aver attraversato il torrente Maudagna) superando detta parete a lato della “Via storica”, senza minimamente intaccarla, con scalini e cavo sino alla Cima Sud, toccandone l’apice, dalla quale poi con due ponti tibetani si potrebbero scavalcare i vari monoliti per accedere alla sommità a monte più orientale (Cima Nord) da cui facilmente si potrebbe fare ritorno a valle per il sentiero Francesco Musso, rivalutando un settore di roccia cristallina, non meno bella, anche se con minor estensione, della vicina Parete dei Distretti dedicata a Beppino Avagnina ove il CAI di Mondovì ha messo in sicurezza più di 90 vie.     

Da sx Lodovico Marchisio e Walter Marchisio in azione sulla nuova
via di Rocca Davì - Miroglio di Frabosa Sottana 6 luglio 2013
 
 
N.B. (*)  Tutti i chiodi sono stati lasciati in parete per attestare la via salita. È stato omesso nei gradi di difficoltà il simbolo (°) in quanto non viene usato nelle guide alpinistiche classiche. La sigla senza punto (m) significa metri e viene usata abitualmente. Volutamente i versanti Nord, Est, Sud ed Ovest anche se non necessitano della maiuscola., essa è stata usata per evidenziare i vari versanti di scalata trattati. 

 

Relazione e testo di Roberta Segato

 
 
Anche la prestigiosa rivista on-line del Club Alpino Nazionale "Lo Scarpone" ha dedicato ampio spazio all'apertura della nuova via su Rocca Davì , la via dei 150 anni del CAI. Sotto il link 
 
 

giovedì 4 luglio 2013

150 anni INSIEME - Omaggio a Giuseppe Verdi, una scalata per i 150 anni CAI e presentazione del libro "Minimal" SABATO 10 agosto 2013 Albergo Italia Frabosa Sottana





Programma



ore 09,00: Saluto del Sindaco di Frabosa Sottana Dr. Giovanni Comino e degli Enti d'accoglienza - Via Principe Umberto - Frabosa Sottana, davanti al Ristorante Albergo Italia.
 
ore 09,15 In rappresentanza del CLUB ALPINO ITALIANO un saluto particolare di Oscar Casanova, rappresentante di prestigio della Commissione Centrale del CAI TAM per il Nord Ovest.
 
 

dalle ore 9,30 - 13: Trasferimento a piedi per il Sentiero Francesco Musso alla Rocca Davì. Taglio del nastro della via storica riportata in luce da Massimo Viglietti, Lodovico e Walter Marchisio, per i 150 anni del CAI che quest'evento festeggia. Lodovico e Walter Marchisio saliranno anche una via nuova intitolata "150 anni CAI", sotto gli occhi dei convenuti. Chi desiderasse può essere invece accompagnato in vetta per la via normale. Possibilità di scendere a piedi dopo l'esibizione direttamente all'Albergo Italia di Frabosa Sottana.


LODOVICO MARCHISIO
WALTER MARCHISIO
MASSIMO VIGLIETTI

ROCCA DAVI'
 
 
ore 13,30: Pranzo - Ristorante Italia della Famiglia Viglietti (piatto unico  lasagne + vino + gelato + caffè €10)



Ore 14,45-15,30 : Mauro Carlesso (scrittore ed appassionato di montagna) presenta il suo primo libro pubblicato MINIMAL Edizioni Neos Rivoli in colloquio con Lodovico Marchisio (scrittore). A fine conferenza è possibile acquistarlo dialogando direttamente con l'autore che ve lo autograferà. 


   
MINIMAL di Mauro Carlesso

Nove racconti brevi, momenti di vite diverse che potrebbero anche essere frammenti di una stessa esistenza: un innocuo incidente stradale o la decisione di cambiare arredamento, un incontro in metropolitana o un’escursione in montagna. L'autore narra con una tecnica che pare presa in prestito dagli impressionisti: accenni di situazioni, di pensieri, di sentimenti che uno accanto all'altro suggeriscono più che una storia un contesto esistenziale, dove l'emozione prevale sull'azione coinvolgendoci intimamente con i protagonisti. Sono le emozioni infatti che giocano un ruolo incontrastato in questi racconti; sentimenti apparentemente semplici, minimi ma che hanno una forza travolgente, che porta sempre alla speranza, anche di fronte all'ineluttabile. Brano:....ormai fuori dai pericoli ci sleghiamo. Percorriamo il grande ghiacciaio distanti l'uno dall'altro. Siamo soli. Ancora. Come sempre. Ora il mio compagno è un puntino netto e scuro laggiù sulla neve bianchissima. Mi fermo. Ficco la piccozza nella neve arrendevole del pomeriggio. Mi appoggio con entrambe le mani alla becca d'acciaio caldo. Spazio con lo sguardo. Cerco qualcosa, qualcuno. Ma in quel posto non vedo niente e nessuno. Anche Gero è scomparso alla mia vista dietro una gobba di neve. Provo una sensazione contrastata. Dovrei essere abituato. Ma non è così. Ogni volta ciò che provo sulle montagne mi stupisce. Ogni volta quegli spazi silenziosi e inospitali mi affascinano, mi incantano. Ogni volta quei luoghi così lontani dalle abitudini mi spaventano ma ogni volta, passo, in quegli spazi ci torno...

Mauro Carlesso è nato nel 1959. Insieme alla moglie risiede in un piccolissimo borgo sulle colline piemontesi del lago Maggiore, un posto lontano dalla folla, un luogo anacronistico. Lavora come impiegato a Milano.
Grande camminatore ha percorso in lungo e in largo le valli e le montagne della zona prediligendo le cime e i luoghi meno frequentati.
Vegetariano convinto da oltre vent’anni, nella sua dimora ha allestito un orto nel quale, nel tempo libero, si diletta a coltivare ortaggi e verdure con metodo biologico.
Socio ordinario GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna) dal 2004, nel 2007 ha partecipato al concorso di narrativa di montagna Carlo Mauri con un racconto alpinistico piazzandosi al quinto posto. La raccolta di racconti Minimal è la sua prima pubblicazione.


ore 15,40-17,10 Conferenza su Giuseppe Verdi con proiezioni e ascolti a cura di Francis Buffille Presidente Scrittori di Montagna AASAA  (Autori Associati della Savoia e dell'Arco Alpino)  con la gradita partecipazione del segretario AASAA Pierre Allio.


2013 - ANNO VERDIANO
(1813-2013)   200° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI GIUSEPPE VERDI


Conferenza con supporto audiovisivi di Francis BUFFILLE
(Scrittore e Presidente degli Autori Associati della Savoia e dell'Arco Alpino)


"Giuseppe Verdi, la sua vita, le sue opere"

Compositore italiano, nato a Roncole di Busseto (Parma), è l'autore di numerose opere. Talento appassionato, musicista profondamente drammatico, occupa oggi un posto fondamentale nel repertorio lirico. Ma chi era questo grande musicista che ha lasciato nella nostra mente alcuni brani celebri che canticchiamo senza sapere anche chi li ha scritti:

Nabucco...Macbeth.....Rigoletto....La traviata......Simon Boccanegra....Don Carlos.....Aida.....Otello....
  



ore 17,10-18,00 "Voci Monregalesi per Verdi",
 a cura di Bruno Baudissone, musicologo.


Bruno BAUDISSONE, laureato in musicologia, ha una lunga esperienza in campo verdiano. Presenta tre figure di storici cantanti verdiani nati a Mondovì: il soprano TERESA DE GIULI (1817-1877), il mezzosoprano ANNETTA CASALONI (1826-1915) e il baritono DOMENICO VIGLIONE BORGHESE (1877-1957). E' ideatore e responsabile del Premio "Opera -Città di Mondovì", giunto alla XXIV edizione.




dalle 18,00-19,00 : Saluti finali e aperitivo (incontro con i conferenzieri e salotto letterario con esposizione di libri degli autori presenti e di diverse case editrici ospiti)..



ore 19,00: CENA DI GALA TIPICA PIEMONTESE  presso il Ristorante Italia (euro 20)

NB: in alternativa: Menu vegetariano a richiesta anche per il piatto unico delle 13,30


 
Albergo Ristorante Italia, patrocinatore dell'evento
ove si svolgerà il raduno del 10 agosto 2013



Il materiale alpinistico per l'impresa è stato fornito dal Negozio Finale Climb, Via Cavasola 4 Finalborgo (Finale Ligure) tel. 019.675295 - email: info@finaleclimb.it , grazie alla consulenza della direttrice Stella Marchisio (campionessa italiana di Free Climbing e socia del CAI sezione di Torino Sottosezione GEB)
 
Stella Marchisio in azione
 



Organizzazione e locandina a cura di Gianni Dulbecco e Lodovico Marchisio
 
 

domenica 26 maggio 2013

La riscoperta e valorizzazione delle palestre di roccia di Frabosa, Rocce di Costabella e Rocca Davì

Con la riscoperta e valorizzazione degli antichi sentieri, l'intento è quello di  riattrezzare le due palestre di roccia presenti all'interno dei due percorsi, quella di Rocce di Costabella, e quella di Rocca Davì, grazie all'interessamento della Commissione TAM (Tutela Ambiente Montano) Piemonte Valle d'Aosta, del Comune di Frabosa Sottana, del CAI Piemonte. La palestra di Rocce Costabella presenta ancora i chiodi che furono messi alla fine degli anni '70 da Lodovico Marchisio che ne fu lo scopritore, ma visto il passare del tempo occorre rimettere in sicurezza le vie della palestra, così come occorre fare per Rocca Davì. Recentemente è stata rimessa la croce in ferro ripristinata sulla cima delle Rocce di Costabella dopo oltre trent'anni di permanenza. Un particolare ringraziamento va al lavoro compiuto dai volontari del CAI Beppe Borione, Franco Stuardi, Massimo Viglietti, Daria Fava, Remigio Guardiano, Paola Tirone e Lodovico Marchisio.

Palestre di roccia di Frabosa

Sotto questo nome si identifica un gruppo di affioramenti rocciosi in Val Maudagna e, più precisamente, nei pressi di Frabosa Soprana e Sottana che, per la loro morfologia, si prestano ad interessanti salite, sia a scopo didattico, sia per allenamento, Gli affioramenti sono costituiti da roccia conglomerata cristallina, molto solida ed articolata, che ne determina in genere la forma a torriore, a guglia, con relativi cammini e spaccature più o meno marcate. Le vie normalmente seguite sono in gran parte chiodate, così come sono attrezzati gli ancoraggi per le comuni calate a corda doppia.

La cartina indica segnalati in rosso i due sentieri che
si congiungono il primo (Serro-Crevirola-Miroglio) il
secondo Miroglio-Frabosa Sottana, sentiero Francesco
Musso; le frecce gialle indicano le due palestre di
roccia (Rocce di Costabella e Rocca Davì)
 


Rocce di Costabella (Sentiero Serro-Crevirola-Miroglio) Sorgono a 920 m sul fianco sinistro orografico del Rio Biale, presso le Case Cascina, a breve distanza dalla frazione Serro di Frabosa Soprana. E' un insieme di salti degradanti da sinistra a destra, per un'ampiezza di circa 300 m ed un'altezza che varia da 20 a 70 m, intervallati da due spigoli che determinano due individuati torrioni. All'estremità sinistra si trova una guglia detta Ago Stella. Le vie di arrampicata si svolgono sul versante sud in quanto dagli altri lati le rocce si perdono nella boscaglia. Questa palestra di roccia venne scoperta negli anni '70 da Lodovico Marchisio, alpinista e scrittore, attuale Presidente della Commissione interregionale Piemonte Valle d'Aosta della TAM (Tutela Ambiente Montano).
L'accesso avviene da Frabosa Soprana (frazione Serro) 856 m percorrendo Via del Biale fino all'omonimo torrente, quindi per sentiero lungo il corso d'acqua, che poi si attraversa per salire a destra in direzione delle rocce.

 
Lodovico Marchisio, alpinista e scrittore, Presidente
 della Commissione Interregionale Piemonte V. d'Aosta
della TAM (Tutela Ambiente Montano) del CAI
 

 
 
La pagina del quotidiano "Stampa Sera" dell'ottobre 1981 dedicata all'inaugurazione della  nuova  palestra di roccia ''Costabella'',  intitolata alla  memoria  dell'alpinista Rolando Albertini, una delle migliori guide di Valtournenche caduto sul Cervino nel 1978 durante una prima invernale.



 
Rocce di Costabella 1° Torrione

 
Rocce di Costabella 2° Torrione

 
 
La paletta che indica la direzione per raggiungere Rocce Costabella

La sommità di Rocce Costabella

 

Rocca Davì o Torrione di Miroglio (Sentiero Francesco Musso Miroglio-Frabosa Sottana) Si trova a 832 m sulla sponda destra orografica della Valle Maudagna, al di sopra della strada per Artesina. consta di un tozzo torrione alto, a valle, circa 70 m, e di alcuni gendarmi disposti sulla cresta cui è collegato a monte. Attualmente poco frequentata.
Da Miroglio si segue il sentiero dell´acquedotto sino a superare la galleria. Appena usciti, una traccia ripida sulla destra scalinata conduce all´intaglio. Girare a destra (passo di I) per salire il torrione alla base dell’ampio spiazzo erboso. Il torrione più alto che si stacca dal prato di 15 m si sale a sinistra di chi sale per una facile crestina esposta di II.
 
 

 
Rocca Davì il versante Nord Est
 
L'Ago Stella di Rocca Davì



Rocca Davì parete Sud


 

La targa in ricordo di Francesco Musso

 

 
L'Ago Stella

Rocca Davì
 
 


 

martedì 21 maggio 2013

Frabosa Sottana ha ospitato l'aggiornamento ORTAM per i titolati di Piemonte e Valle d'Aosta. Il nuovo sentiero Francesco Musso che collega Miroglio a Frabosa Sottana, sistemato e reso percorribile dai volontari del CAI


Nei giorni 11 e 12 maggio si è svolto a Frabosa Sottana, ospitati nella sala riunioni dell'Albergo Italia il corso di aggiornamento ORTAM Piemonte Valle d'Aosta promosso dalla Commissione TAM interregionale (Tutela Ambiente Montano).
Il sabato è stato dedicato al corso teorico con vari interventi, la domenica si è proceduto ad esaminare il territorio con l'escursione su due sentieri che vanno a congiungersi: partenza dalla frazione Serro di Frabosa Sottana, salita alle Rocce Costabella, arrivo a Crevirola per giungere a Miroglio. Da qui parte il nuovo sentiero Francesco Musso, inaugurato nell'ottore 2012, dedicato alla memoria dell'ex presidente della CITAM, che in questi mesi i volontari del CAI hanno provveduto a sistemare per renderlo nuovamente percorribile dopo anni di abbandono.


La descrizione tecnica del sentiero in oggetto


Nome: Sentiero Francesco Musso, Rocca Davì


Gruppo montuoso: Alpi Occidentali e nella fattispecie Alpi Liguri.
Punto di partenza: Miroglio (762 m), quota vetta: Rocca Davì (832m)
Punto di arrivo: Frabosa Sottana (641m). Lunghezza km 3,300. Dislivello 250 mt.
Durata percorso 3 h.

Difficoltà: Escursionistica (salvo la digressione non obbligata alla vetta PD-)
Periodo: Tutto l’anno vista la bassa quota, esclusi soltanto i periodi di nevicate eccezionali

Accesso: Autostrada Torino, Savona, uscita a Mondovì, proseguimento per Villanova, deviare quindi a sinistra ove vi è il cartello per Frabosa Soprana, Stazioni sciistiche. La frazione che fa da spartiacque è Frabosa Sottana. Da qui si prosegue a destra in direzione di Artesina e Prato Nevoso. Attraversare su un ponte che s’incontra prima del paese di Miroglio il torrente (strada che valica il Maudagna e si dirige al Camposanto della frazione in oggetto), parcheggiando subito oltre il ponte (destra idrografica), in concomitanza del primo cartello ambivalente che indica il sentiero Francesco Musso.


Il cartello che indica l'inizio del Sentiero Francesco Musso a Miroglio


Itinerario: Dal parcheggio si segue il sentiero dell’acquedotto fino ad una prima chiusa. Transitare a destra sino a portarsi sull’acquedotto vero e proprio. Percorrerlo per circa 1 km. Caratteristico è un primo rientro con mancorrente. Dopo altri 500 metri s’incontra la galleria di cui l’ENEL ha la manutenzione che resta per gran parte dell’anno chiusa al pubblico. Qui il sentiero s’interrompeva. Grazie al lavoro compiuto dai volontari Beppe Borione, Franco Stuardi, Massimo Viglietti, Daria Fava, Remigio Guardiano, Paola Tirone e Lodovico Marchisio, si scavalca ora, in attesa che venga completamente allestito, sul lato a monte, la galleria riaprendo definitivamente il vecchio percorso pedonale che collegava un tempo Miroglio con Frabosa e che a causa di quest’interruzione si era perso nella memoria dei tempi.
La prima chiusa che si incontra sul torrente Maudagna


Sul colletto antistante, prima di scendere dal lato opposto e tornare sul sentiero dell’acquedotto, si trova la targa del sentiero dedicato alla memoria di Francesco Musso. Solo per chi non soffre di vertigini è da qui possibile una digressione alla vetta della Rocca Davì (dal sentiero pianeggiante alla vetta meno di 60 m di dislivello in totale, 15 m per ascendere il cocuzzolo finale). Dalla targa su menzionata quindi girare a sinistra (passo di I°) per salire il torrione alla base dell’ampio spiazzo erboso. Il torrione più alto che si stacca dal prato di 15 m si sale a sinistra di chi sale per una facile crestina esposta di II°. In vetta vi è il nome della guglia salita (versante nord).


Il bosco iniziale

La targa del sentiero dedicato alla memoria di Francesco Musso
La vetta di Rocca Davì 832 mt



Tornati all’intaglio o colletto scendere ripidamente per tornare sul sentiero dell’acquedotto oltre la galleria. Da qui continuare fino ad un arco naturale molto basso che si può evitare sulla sinistra o compierlo a carponi.


Arco naturale molto basso che si può evitare sulla sinistra o comperlo a carponi

Poco oltre s’incontra un secondo sbarramento consistente in un ponte dell’ENEL vietato ai passanti. Occorre scendere sulla destra a lato del ponte stesso (verso di marcia) per una breve traccia che sarà presto rifatta durante l’allestimento del sentiero in maniera ben più distinguibile, sino a scorgere una casetta in legno usata dai gestori della grotta del Caudano che si invita a visitare (digressione di un’ora telefonando a Paolo Voarino, responsabile delle visite) tel.339/5928256. oltre la visita della grotta, possono anche sostare nei pressi dell’antro turistico un’altra oretta visitando il “parco avventura” ove si potranno compiere passaggi acrobatici in totale sicurezza con l’attrezzatura fornita dai gestori delle grotte e sotto la loro attenta vigilanza.

Il ponte dell'ENEL

Il sentiero all'altezza de Parco Avventura del Caudano


Il sentiero, oltrepassato il "Parco Avventura" prosegue in piano sin sopra l'abitato di Frabosa Sottana. A sinistra di un tubo di contenimento dell'acqua il sentiero scende a zig-zag infilandosi nel sottostante bosco di castani sino a sbucare cento metri sopra Frabosa Sottana, sulla strada che da Sottana porta alla frazione Serro di Soprana. Si consiglia di lasciare un'auto all'arrivo e una alla partenza per poter tornare a riprendere il vostro mezzo.


Il tratto finale che conduce al bosco sopra Frabosa Sottana
 

Il tratto finale di bosco prima di arrivare sulla strada provinciale a Frabosa Sottana


Il resoconto di Lodovico Marchisio Presidente della Commissione TAM Piemonte Valle d'Aosta sul notiziario on-line del CAI "Lo scarpone"   www.loscarpone.cai.it


Il territorio in "esame", per "esaminare" gli operatori. L'11 e 12 maggio si è svolto l'aggiornamento ORTAM per i titolati di Piemonte e Valle d'Aosta.

 

I partecipanti al corso alla partenza del sentiero Francesco Musso



L’aggiornamento ORTAM (Operatori Regionali Tutela Ambiente Montano) che si è tenuto a Frabosa Sottana presso l’accogliente struttura dell’Albergo Italia l’11-12 maggio 2013 per tutti i titolati operanti in Piemonte e Valle d’Aosta, ha avuto un vero successo sia per le tematiche trattate, sia per la collaborazione di tutti gli enti operanti sul territorio in esame.

Quest’incontro è stato preceduto da un lavoro veramente notevole da parte di Giuseppe Borione e Daria Fava nella giornata di giovedì 9 maggio per definire e realizzare il sentiero che domenica 12 maggio ha poi  visto confluire un gran numero di sezioni CAI, esaminati, esaminatori, autorità locali e collaboratori esterni grazie finalmente ad una giornata di sole.

Il tema dell’aggiornamento è stato “La frequentazione motorizzata di sentieri e relativo impatto ambientale” e l’incontro ha avuto luogo con inizio alle ore 10,00 di sabato 11 maggio a Frabosa Sottana presso l’Albergo Italia. Dopo i saluti del sottoscritto quale presidente della CITAM(*) e l’apertura dei lavori, portando i saluti del Presidente della Commissione Centrale TAM Miranda Bacchiani, è seguito il saluto del Sindaco di Frabosa Sottana Giovanni Comino, che si è dimostrato soddisfatto e molto partecipativo grazie al fatto che è stata scelta la sua località e ci legge pertanto un suo toccante brano sulle stelle alpine scritto 50 anni fa, donando inoltre alla commissione una copia ormai rarissima del testo “Frabosa Vecchia” (Storia di gente venuta dal monte che sul monte ha vissuto, sofferto e sperato) di Aldo Mainardi.

E' intervenuto quindi Gianni Dulbecco, prezioso collaboratore e “mentore” che ha fatto un po’ da tramite con tutti (Museo di Miroglio, Albergo Italia, Gestori delle Grotte del Caudano e autorità di Frabosa Sottana), che offre una significativa pergamena a ricordo di questo riuscito convegno alla nostra commissione CITAM e ad Anna Viglietti, titolare dell’albergo che ci ospita.

Non poteva di certo mancare il Presidente del CAI di Mondovì Giorgio Aimo, attivissima sezione locale che si è unito con parole di viva soddisfazione in compartecipazione a quest’incontro. Per l’importanza dell’evento, ci ha onorato della sua presenza anche Michele Colonna, massima autorità del CAI in ambito piemontese, presidente infatti del gruppo regionale della nostra regione, che tiene una brillante conferenza in sostituzione al presidente del CAI di Cuneo sulla “Mozione Alpi del Sole e sull’eliski” facendo ben presente quanto i mezzi motorizzati, di terra (fuoristrada e moto) di neve (motoslitte) e di aria (elicotteri), siano dannosi alla conservazione dell’ambiente e degli animali.

L’eliski in particolare che porta sciatori ad alta quota crea uno “stress” incredibile agli animali che con penuria di cibo e senza riserve di grassi durante la stagione invernale e primaverile ancor ricca di neve, rischiano, fuggendo impauriti, anche la morte. In maniera molto esaustiva Michele Colonna fa notare che anche lo sciatore alpinista che sale in quota senza mezzi meccanici, deve comunque prestare un occhio di riguardo al fine di non spaventare eventuali animali che può incontrare durante la gita.

Tornando ai mezzi meccanici quindi il nostro presidente CAI Regionale ribadisce che i medesimi devono essere consentiti solo in caso di soccorso, per portare materiali necessari alla manutenzione dei rifugi che non si possono condurre a spalla e per le eccezioni verso chi gestisce gli alpeggi e casi similari.

I successivi interventi dei tre operatori TAM facenti anche parte del direttivo della nuova CITAM, entrando nei particolari di questo delicato argomento che è la principale ragione di questo incontro, hanno disspato quasi tutti i dubbi inerenti il non facile problema trattato. Inizia Massimo Andreis Allamandola che tiene un’interessante discorso sulla “Frequentazione motorizzata dei sentieri” analizzando i possibili sviluppi ed i relativi impatti di un “nuovo” turismo motorizzato in montagna. Segue Ivo Reano che istruisce l’interessato pubblico sull’importanza di conoscere meglio e più approfonditamente “la Legge che regola le normative sui sentieri della Regione Piemonte” a cui si aggancia il segretario della CITAM Andrea Sappino che estende il discorso alla “legge che regola i sentieri della Regione Valle d’Aosta e al regolamento valdostano sull’eliski”.

A tale proposito Andrea fa notare che mentre la Val d’Aosta è una Regione esemplare per far rispettare le leggi giustamente restrittive su tutte le strade non adibite al normale traffico automobilistico, sull’Eliski purtroppo non ha saputo sinora frenare questo pericoloso fenomeno in espansione. Dopodiché vi è la pausa pranzo nella struttura ospitante.

Al pomeriggio proseguono i lavori e tutto l‘interesse è rivolto su Oscar Casanova, referente per l’area piemontese ligure e valdostana in Commissione Centrale, che ha tenuto un interessantissimo discorso sul tema: “La frequentazione motorizzata della montagna e i conseguenti impatti ambientali”.
Alle 16 il gruppo è stato ricevuto nel Museo della Montagna e delle sue genti a Miroglio dal Sindaco Giovanni Comino che ci ha illustrato personalmente tutto quanto contenuto in esso, compresi i due nuovi locali. Un patrimonio ineguagliabile, un passato che è ancora vivo, con reperti di ogni genere che fanno la storia di come si viveva qui in montagna neppure un secolo fa.

In seguito mentre un gruppo visita le Grotte del Caudano accompagnati da Paolo Voarino, presidente dell’Associazione Parco del Caudano, l’instancabile sindaco accompagna Oscar Casanova e il sottoscitto a visitare le tre miniere della zona (due di marmo nero) da tempo dimesse. Dopo una cena veramente prelibata, Marilena (moglie del compianto ex presidente CITAM Francesco Musso) ne ricorda l’attività svolta con delle immagini molto suggestive. A seguire viene presentato il sentiero aperto in sua memoria.

La domenica si apre con un briefing a cui fa seguito la vidimazione dei libretti per gli operatori TAM. Alla 10 si parte per l’escursione al sentiero “Francesco Musso” con la gradita partecipazione di iscritti al CAI di Peveragno, ove Francesco era socio, fra cui il presidente Giorgio Toselli. Il sentiero Musso ora è molto ampliato perché si unisce con il sentiero, che parte da Frabosa Serro, via del Biale, salendo in cima alle Rocce di Costabella, ove è stata rimessa la croce ripristinata dopo trent’anni di permanenza sulla cima.

Si scende quindi a Miroglio con un percorso a mezza costa toccando il suggestivo villaggio di Chivirora. Da qui si prosegue sul sentiero Musso vero e proprio che transita su un antico acquedotto tuttora funzionante sino al punto nevralgico risolto con uno scavalcamento della galleria di cui l’ENEL ha la manutenzione, valicando la quale si riapre definitivamente il vecchio percorso pedonale che collegava un tempo Miroglio con Frabosa e che a causa di quest’interruzione si era perso nella memoria dei tempi.

Sul colletto divisorio è stata posta la targa in ricordo di F. Musso e da qui con una breve digressione si può accedere alla cima della Rocca Davì con un passaggio finale alpinistico (II°). L’unione di questi due sentieri unisce e rivalorizza anche due palestre di arrampicata. Ora si spera che insieme alla totale valorizzazione di questo nuovo sentiero, si pensi altresì a riattrezzare le vie di roccia storiche esistenti sia sulle Rocce di Costabella che sulla Rocca Davì.

Il sentiero transita poi a lato delle Grotte del Caudano e ha termine a Frabosa Sottana dove con i saluti finali si chiude il corso di aggiornamento a questo ben riuscito raduno. Resta solo per noi del direttivo la riunione per verbalizzare tutti i punti più importanti dell’incontro e già lavorare ai futuri progetti, raggiunti dalla vicepresidente Elena Casanova, ieri in assemblea al CAI centrale di Milano con tutti i presidenti delle varie commissioni a rappresentarci. Una frase ha concluso degnamente anche la nostra assemblea interna: “Siamo ora più che mai consapevoli che nel direttivo della CITAM oggi siamo in “sei” e non in cinque, perché Francesco sarà per sempre dentro ognuno di noi”.

Lodovico Marchisio